"Agli inizi del 1976 noi due ci
recammo in Camerun, in Africa occidentale, per studiare le relazioni sociali
nella citta' di Guider, dove affittammo una casetta. Nelle prime settimane di
soggiorno ci piaceva trascorrere le calde serate della stagione secca a leggere
e scrivere nel chiarore della lampadina piu' luminosa della casa, che
rischiarava una grande veranda aperta. Dopo un po' cominciarono le piogge, e con
le piogge apparvero sciami di termine alate. Questi insetti lenti, dal grosso
addome di circa 5 cm, erano attirati dalla luce della veranda, e ben presto ci
ritrovammo a passare piu' tempo a schiacciarli che a leggere e scrivere.
Una sera, in una crisi di disperazione, arrotolammo vecchie copie dell'edizione
internazionale di Newsweek e sferrammo l'attacco frontale, decisi a liberare la
veranda di tutte quante le termini.
L'affitto della casa comprendeva i servizi di un guardiano
notturno. Non appena ci lanciammo all'assalto delle termini, il guardiano di
materializzo' accanto alla veranda con in mano una lattina vuota di latte in
polvere. Quando ci chiese il permesso di prendere gli insetti che avevamo
ucciso, fummo un po' colti alla sprovvista, ma lo invitammo cordialmente a
servirsi. Sali' sulla veranda, raccolse rapido i cadaveri dei caduti, e poi
venne a darci man forte nella caccia alle termini ancora in volo. Nonostante
fossimo diventati bravi a colpire gli insetti con le riviste arrrotolate, la
nostra bravura era pallida cosa a confronto con quella del guardiano, che
semplicemente afferrava le termiti al volo con la mano, le schiacciava con
delicatezza e le gettava nella lattina che si ando' presto riempiendo. In tre
riuscimmo a ripulire l'aria degli insetti in dieci minuti circa. Offrimmo
le nostre prede al guardiano, che accetto' educatamente. poi lui se ne torno' al
posto di guardia e noi ai nostri libri.
La sera successiva, subito dopo esserci installati come al
solito sulla veranda, ecco apparire sui gradini il guardiano con un vassoio e
due piatti coperti. Ci spiego' che la moglie ci aveva preparato il cibo in
cambio dell'aiuto nella raccolta delle termiti. Lo accettammo sollevando i
coperchi con cautela: un piatto conteneva nyiri, una pasta densa di sorgo rosso,
alimento base della dieta locale, l'altro una sostanza molle dall'aspetto
maculato, color sale e pepe, che subito desumemmo esser pasta di termini
ottenuta con le prede della sera precedente.
Il guardiano aspettava ai piedi della scala, con un sorriso
speranzoso dipinto sulla faccia e, chiaramente, non aveva intenzione di
andarsene fino a che non avessimo mangiato i doni portati. Ci guardammo. Non
avevamo mai mangiato insetti prima di allora ne', abituati alla dieta
dell'Americano medio, li avevamo ritenuti commestibili. Senza dubbio,
"delicatezze" come le formiche ricoperte di cioccolato esistono, ma la
maggioranza dei Nordamericani considerava certa roba cibo per eccentrici.
Tuttavia, capivamo l'importanza di non offendere il guardiano e la moglie, tanto
generosi verso di noi. Sapevamo, per averlo studiato, che gli insetti sono un
cibo prelibato in molte societa' umane e che mangiarli non provoca effetti
nocivi. Con il guardiano ancora li', sorridente, in attesa di vedere cosa
avremmo fatto, infilammo la mano nel piatto di nyiri, afferrandone un po', e poi
con questa polpetta tirammo su una porzioncina di pasta di termiti, portammo la
mistura alla bocca, la addentammo, la masticammo e la inghiottimmo. Il guardiano
gongolando ci auguro' la buonanotte e torno' alla sua postazione. Ci guardammo
stupefatti. La pasta di sorgo, dall'aspetto granuloso, aveva un sapore un po'
piccante piuttosto gradevole, e la pasta di termiti un gusto delicato, simile al
pollo, niente affatto spiacevole. In seguito quando scrivemmo a casa raccontando
l'esperienza, i nostri famigliari ci risposero di aver riferito i dettagli del
pasto a un'amica, esperta di economia domestica, la quale, per niente sconvolta,
si era limitata a commentare chele termiti sono una buona fonte di proteine
nobili.", Emily Schults e Robert Lavenda.