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E tutto inizia. La pioggia bagna una strada e posso vedere solo macchine isteriche attorno ad un corpicino. Posso vedere un casco e due infermieri girare attorno all'ambulanza. (<<Come si
chiama sua figlia?>> Poi vedo un
uomo ed e' un chirurgo. Chiede se lei, sua figlia, morira'. (<<Se dovesse succedere, faccia uscire tutti, e prima di venire a chiamare, le tolga il respiratore dalla bocca, gli aghi, stacchi tutto, ricopra la parte... Insomma restituitemela dignitosamente.>>) L'uomo, il chirurgo, il padre, pronuncia le sue richieste con un lieve sorriso. La donna dall'altra parte della stanza annuisce ed esce di scena. L'uomo guarda fuori dalla finestra e... (Qui fuori c'e' silenzio, c'e' silenzio su queste sedie vuote davanti a me, c'e' silenzio sul pavimento. Qui fuori potrei pregare, potrei chiedere a Dio di entrare nella mani di Alfredo e di salvarti. Solo una volta l'ho pregato, molto tempo fa, quando ho capito che non ce l'avrei fatta e non potevo arrendermi. Ho alzato le mani imbrattate verso il cielo, e ho intimato Dio di aiutarmi perche' se la creatura che avevo sotto i ferri moriva, con lei sarebbero morti gli alberi, i cani, i fiumi, e persino gli angeli. E tutto quello che di creato c'e'.) ...trova un'altra donna che e' stata importante nella
sua vita. Una donna che nella realta' non c'e' piu'. Cosa fa li'? Avvoltoio
sulla sua bambina? O angelo protettore della sua Angela? (La mia saliva corre lungo la sua schiena, mentre mi muovo nel suo cesto di ossa come un predatore dentro un nido usurpato. Cosi' faccio scempio di lei, di me, di quel pomeriggio balordo.) La mente vola
al passato e scopro la storia dell'altra donna. Rea di essere grezza e
segnata come un frutto caduto da un albero troppo alto. (Mossi le
labbra nella sordita' dell'acqua. L'uomo raggiunge la moglie e siamo sempre con gli occhi a guardare quella storia di 15 anni prima. L'uomo scrive qualcosa sulla sabbia pulita della loro casa al mare. La moglie non la nota e, bella e sinuosa, si immerge nel mare. E' pulita, lei, non ha motivo di sporcarsi. (<<Poi non
credo che sarei capace di tenere un neonato in mano, avrei paura.> Assisto,
assistiamo, a vecchi discorsi di una giovane coppia. Ci sono i timori
reciproci e la certezza che forse quello che lui desidera non bastera' a
colmare il vuoto che sente. (E siamo
tornati per la prima volta a casa senza di te. Tu eri dietro in motorino,
seguivi la nostra auto che andava pianissimo. Nello specchietto vedevo il
tuo casco rosso. Mi ricordo di aver detto: <<Non possiamo vivere di paure,
dobbiamo lasciarla crescere>>. Poi un
sorriso. Siamo di nuovo ai giorni d'oggi. C'e' una ragazza piuttosto
bruttina, e qualcuno dice che e' perche' ha ripreso dal padre, che litiga
con la madre. Evidentemente qualcosa di buono 15 anni prima c'e' stato.
Qualcosa allora e' cambiato. (Perche' non hai rispettato i patti, Angela? Perche' la giovinezza e' questa disattenzione? Un sorriso nel vento e vaffanculo, mamma. Le hai tagliato le gambe, la testa. Come farai a chiederle scusa, adesso?) L'uomo svela la terribile notizia alla moglie per telefono. Lei e' lontana. Al telefono urla e invoca il nome di sua figlia. Disperata e irosa. Disperata. (Prendo la
mira al centro del suo corpo e le lancio il coltello... Si torna
ancora indietro e, come sulle giostre, inizio ad avere paura. (<<Non mi prendere mai sul serio quando ti dico di lasciarmi. Tienimi, ti prego, tienimi. Vieni quando ti pare, una volta al mese, una volta all'anno, ma tienimi...>> E' la prima volta per l'altra: la prima volta che qualcuno le dice di amarla. Sul momento fa fatica a crederlo e gli ghigna in faccia "se mi prendi in giro ti ammazzo". Addolorata e gioiosa riempie l'uomo di pugnetti. Ma c'e' verita' nelle parole di lui, per la prima volta. (Corro verso di te, verso il tuo cuore. I miei artigli di padre addosso al tuo torace, spingo, un colpo, un altro. Ascolta il furore delle mie mani, Angela., dimmi che valgono ancora qualcosa. Aiutami, figlietta coraggiosa, e scusami se lascero' un livido sul tuo seno. Intorno c'e' silenzio, siamo dentro un acquario, pesi senza branchie, annaspiamo muti. C'e' solo il rumore dei miei colpi addosso a te, il gemito della mia speranza. Dove sei? Fluttui sopra di me, mi stai guardando dall'alto, oltre questo capannello di ombre in camice, e forse ti faccio pena. No, non ti lascero' andare. Non ci sperare. Ogni colpo ti riprendo, pezzo a pezzo. I tuoi piedi fuori dal letto, la tua schiena curva sui quaderni, tu che mangi un panino, tu che canti, la tua tazza da te', la tua mano sul manico. Non ti lascero' andare. L'ho promesso a tua madre.) La ragazza e'
stesa sul lettino della sala operatoria. La vita se ne sta andando da lei ma
e' suo padre a premere sul suo cuore. La riacciuffa. (<<La
mattina in cui ho abortito sono venuta sotto casa tua. Sei uscito dal
portone, ma non mi sono avvicinata perche' c'era tua moglie. Siete andati
verso la macchina, tu le hai aperto lo sportello, l'hai urtata leggermente.
Lei si e' portata le mani sulla pancia, in basso... Allora ho capito.
Perche' la mia vita e' stata tutta cosi', piena di piccoli segni che mi
vengono a cercare.>> Osservando le
nocche delle mani si possono davvero scoprire il numero di figli che avremo?
La donna col nome della mia Nazione, a suo modo, ci prende. Rivela al suo
amante che avra' due figli. Ma non andra' proprio cosi'. (<<Era la
sua amante?>> Lei, l'altra,
non c'e' piu'. (Hai le orecchie marroni di disinffettante, un po' di asfalto sulle guance, non ti preoccupare, uello viene fuori da solo, il resto te lo tolgo io con il laser. Per la testa ti compro un cappello. Ti compro cento cappelli. I tuoi amici ti verranno a trovare, ti troveranno buffa con questa benda. Ti invidieranno perche' salti la scuola. Ti porteranno la musica sul letto. Ti porteranno anche una sigaretta. Te lo portera' quello piccolo, quello stronzetto con i capelli rasta, quello che ti arriva alla spalla. E' il tuo fidanzatino quello? Mi piace, mi paicciono i suoi capelli. Mi piace tutto quello che piace a te. Affittero' i pattini, sai. Neri, pieni di ruote come i tuoi. Voglio pattinare co nte sui viali nelle domeniche ecologiche. Voglio cadere, voglio farti ridere. Hai uno strano singhiozzo nel petto. Ti riattacco al respiratore, non ti muovere. Invece ti muovi. Mi stringi la mano.) Cosi' finisce un libro ed un film. Con la certezza che questa volta l'amore della vita di lui non morira'. La ragione e' salva. |
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