E tutto inizia. La pioggia bagna una strada e posso vedere solo macchine isteriche attorno ad un corpicino. Posso vedere un casco e due infermieri girare attorno all'ambulanza.

(<<Come si chiama sua figlia?>>
Credo di essermi piegato su di lei per guardarla meglio, per cercare nel fondo dei suoi occhi un nome che non fosse il tuo.
<<Angela>> ho soffiato dentro quegli occhi, e li ho visti dilagare.)

Poi vedo un uomo ed e' un chirurgo. Chiede se lei, sua figlia, morira'.
"Non e' forte... lei e'... piccola".
Lacrime in sala e sono solo 5 minuti dall'inizio del film.

(<<Se dovesse succedere, faccia uscire tutti, e prima di venire a chiamare, le tolga il respiratore dalla bocca, gli aghi, stacchi tutto, ricopra la parte... Insomma restituitemela dignitosamente.>>)

L'uomo, il chirurgo, il padre, pronuncia le sue richieste con un lieve sorriso. La donna dall'altra parte della stanza annuisce ed esce di scena. L'uomo guarda fuori dalla finestra e...

(Qui fuori c'e' silenzio, c'e' silenzio su queste sedie vuote davanti a me, c'e' silenzio sul pavimento. Qui fuori potrei pregare, potrei chiedere a Dio di entrare nella mani di Alfredo e di salvarti. Solo una volta l'ho pregato, molto tempo fa, quando ho capito che non ce l'avrei fatta e non potevo arrendermi. Ho alzato le mani imbrattate verso il cielo, e ho intimato Dio di aiutarmi perche' se la creatura che avevo sotto i ferri moriva, con lei sarebbero morti gli alberi, i cani, i fiumi, e persino gli angeli. E tutto quello che di creato c'e'.)

...trova un'altra donna che e' stata importante nella sua vita. Una donna che nella realta' non c'e' piu'. Cosa fa li'? Avvoltoio sulla sua bambina? O angelo protettore della sua Angela?
Sotto i ferri si trova sua figlia, rea di non aver rispettato uno stop e di un casco mai allacciato.
L'uomo chiude le finestre con forza e inizia a piangere disperato.

(La mia saliva corre lungo la sua schiena, mentre mi muovo nel suo cesto di ossa come un predatore dentro un nido usurpato. Cosi' faccio scempio di lei, di me, di quel pomeriggio balordo.)

La mente vola al passato e scopro la storia dell'altra donna. Rea di essere grezza e segnata come un frutto caduto da un albero troppo alto.
Assisto allo stupro e qualcuno nella sala trattiene il fiato: e' qualcuno che non sa nulla del libro e che non credeva possibile un incipt simile per una storia d'amore.
Assisto ad altre scene di sesso o semplicemente di relazioni e le trovo troppo dure. Violente e improvvise. Inizio a sentire freddo mentre sul grande schermo si alterna il sole afoso di Roma in estate e la pioggia testarda e incessante.

(Mossi le labbra nella sordita' dell'acqua.
<<Ho violentato una donna>> gridai.
E tornai su, insieme alle mie bolle, a braccia aperte come un grande pesce bianco, verso la luce che colmava la superficie.)

L'uomo raggiunge la moglie e siamo sempre con gli occhi a guardare quella storia di 15 anni prima. L'uomo scrive qualcosa sulla sabbia pulita della loro casa al mare. La moglie non la nota e, bella e sinuosa, si immerge nel mare. E' pulita, lei, non ha motivo di sporcarsi.

(<<Poi non credo che sarei capace di tenere un neonato in mano, avrei paura.>
O hai paura di rinunciare a quella donna che stringi? che ti piace? Lo so, amore mio, non c'e' niente di male, l'egoismo ci consola, ci fa compagnia. E sei gia' stanca di sentirti scrutata, e forse adesso hai freddo. Ti muovi, ti tormenti. Hai paura di non bastarmi piu'.)

Assisto, assistiamo, a vecchi discorsi di una giovane coppia. Ci sono i timori reciproci e la certezza che forse quello che lui desidera non bastera' a colmare il vuoto che sente.
Ancora pioggia.

(E siamo tornati per la prima volta a casa senza di te. Tu eri dietro in motorino, seguivi la nostra auto che andava pianissimo. Nello specchietto vedevo il tuo casco rosso. Mi ricordo di aver detto: <<Non possiamo vivere di paure, dobbiamo lasciarla crescere>>.
E avevo paura di pensare: dobbiamo lasciarla morire.)

Poi un sorriso. Siamo di nuovo ai giorni d'oggi. C'e' una ragazza piuttosto bruttina, e qualcuno dice che e' perche' ha ripreso dal padre, che litiga con la madre. Evidentemente qualcosa di buono 15 anni prima c'e' stato. Qualcosa allora e' cambiato.
C'e' il sole.
La madre prende un aereo per un viaggio di lavoro e la figlia esce in motorino.
Lui, sempre lui, rimane con un sorriso sul volto ed esce grato.

(Perche' non hai rispettato i patti, Angela? Perche' la giovinezza e' questa disattenzione? Un sorriso nel vento e vaffanculo, mamma. Le hai tagliato le gambe, la testa. Come farai a chiederle scusa, adesso?)

L'uomo svela la terribile notizia alla moglie per telefono. Lei e' lontana. Al telefono urla e invoca il nome di sua figlia. Disperata e irosa. Disperata.

(Prendo la mira al centro del suo corpo e le lancio il coltello...
<<Vuoi sapere se scopo con un'altra?>>
Si volta: <<Hai detto qualcosa?>>
Cajkovskij copre. Non ha sentito. O forse si, per questo traballa un po'.)
(Ho desiderio di una donna ma forse mi vergogno di lei, mi vergogno di desiderarla. Ho paura di perderti, ma forse sto facendo di tutto per essere lasciaro. Si, mi piacerebbe vederti preparare una valigia e scomparire nel cuore della notte. Correrei da Italia e forse li' scoprirei che mi manchi. Ma tu rimani qui, aggrappata a me, al nostro letto, no, non te ne andrai nella notte, non lo farai, non correrai il rischio, perche' io potrei non avere nostalgia di te, e tu sei una donna prudente."

Si torna ancora indietro e, come sulle giostre, inizio ad avere paura.
Ormai l'uomo ha preso la sua scelta e non e' sua moglie. L'uomo ha scelto l'altra ed e' da lei che vorrebbe correre. Ma non svela nulla. In silenzio finge di essere quello di sempre.
La bella moglie lo guarda e lo studia. Intuisce ma preferisce tacere.

(<<Non mi prendere mai sul serio quando ti dico di lasciarmi. Tienimi, ti prego, tienimi. Vieni quando ti pare, una volta al mese, una volta all'anno, ma tienimi...>>

E' la prima volta per l'altra: la prima volta che qualcuno le dice di amarla. Sul momento fa fatica a crederlo e gli ghigna in faccia "se mi prendi in giro ti ammazzo". Addolorata e gioiosa riempie l'uomo di pugnetti. Ma c'e' verita' nelle parole di lui, per la prima volta.

(Corro verso di te, verso il tuo cuore. I miei artigli di padre addosso al tuo torace, spingo, un colpo, un altro. Ascolta il furore delle mie mani, Angela., dimmi che valgono ancora qualcosa. Aiutami, figlietta coraggiosa, e scusami se lascero' un livido sul tuo seno. Intorno c'e' silenzio, siamo dentro un acquario, pesi senza branchie, annaspiamo muti. C'e' solo il rumore dei miei colpi addosso a te, il gemito della mia speranza. Dove sei? Fluttui sopra di me, mi stai guardando dall'alto, oltre questo capannello di ombre in camice, e forse ti faccio pena. No, non ti lascero' andare. Non ci sperare. Ogni colpo ti riprendo, pezzo a pezzo. I tuoi piedi fuori dal letto, la tua schiena curva sui quaderni, tu che mangi un panino, tu che canti, la tua tazza da te', la tua mano sul manico. Non ti lascero' andare. L'ho promesso a tua madre.)

La ragazza e' stesa sul lettino della sala operatoria. La vita se ne sta andando da lei ma e' suo padre a premere sul suo cuore. La riacciuffa.
Forse una delle scene piu' belle di tutto il film. Rumore di fazzoletti che escono dalle borsette.

(<<La mattina in cui ho abortito sono venuta sotto casa tua. Sei uscito dal portone, ma non mi sono avvicinata perche' c'era tua moglie. Siete andati verso la macchina, tu le hai aperto lo sportello, l'hai urtata leggermente. Lei si e' portata le mani sulla pancia, in basso... Allora ho capito. Perche' la mia vita e' stata tutta cosi', piena di piccoli segni che mi vengono a cercare.>>
<<Non mi perdonerai mai, vero?>>
<<Dio non ci perdonera'.>>
Disse proprio cosi', Angela. E ora sento le sue parole che tornano da me, da quel bar, da quella pioggia, da quel tempo distante. Dio non ci perdonera'.
<<Dio non esiste!>> sibilai stringendole le mani ghiacce.
Lei mi guardo', e forse rise di me. Scrollo' le spalle: <<Speriamo.>>)

Osservando le nocche delle mani si possono davvero scoprire il numero di figli che avremo? La donna col nome della mia Nazione, a suo modo, ci prende. Rivela al suo amante che avra' due figli. Ma non andra' proprio cosi'.

(La guardai come si guarda un mistero, con occhi vigili e appannati, la guardai come poche ore prima ti avevo guardata nascere. Cosi' la lasciai morire. Lasciai che quell'ultimo respiro le affiorasse dalla bocca, e il vento di quel respiro mi raggiunse le ciglia. E lei era fuggita, risucchiata dal soffitto. D'istinto mi voltai a cercarla verso l'alto. Allora lo vidi, Angela, vidi nostro figlio. Il suo volto per un attimo mi apparve lassu'. Non era bello, aveva un muso gracile e aspro come quello di sua madre. QUel piccolo figlio di puttana se l'era venuta a prendere.)

(<<Era la sua amante?>>
<<Perche' pensa questo?>>
E non mi ero ancora voltato. La bottiglia di birra si rifletteva sul vetro, spargeva un barbaglio verde su quella superficie sudicia e neutra.
<<Non aveva la fede, lei invece ce l'ha.>>
<<Magari non la portava al dito...>
<<No, queste donne la tengono al dito...>
<<Poteva averla smarrita.>>
<<La ricomprano, risparmiano sulla spesa, fanno un debito, ma la ricomprano.>>)

Lei, l'altra, non c'e' piu'.
Tutto torna alla normalita'.
Lui piange e si dispera ma alla fine torna dalla bella moglie e dalla sua bambina appena nata.

(Hai le orecchie marroni di disinffettante, un po' di asfalto sulle guance, non ti preoccupare, uello viene fuori da solo, il resto te lo tolgo io con il laser. Per la testa ti compro un cappello. Ti compro cento cappelli. I tuoi amici ti verranno a trovare, ti troveranno buffa con questa benda. Ti invidieranno perche' salti la scuola. Ti porteranno la musica sul letto. Ti porteranno anche una sigaretta. Te lo portera' quello piccolo, quello stronzetto con i capelli rasta, quello che ti arriva alla spalla. E' il tuo fidanzatino quello? Mi piace, mi paicciono i suoi capelli. Mi piace tutto quello che piace a te. Affittero' i pattini, sai. Neri, pieni di ruote come i tuoi. Voglio pattinare co nte sui viali nelle domeniche ecologiche. Voglio cadere, voglio farti ridere. Hai uno strano singhiozzo nel petto. Ti riattacco al respiratore, non ti muovere. Invece ti muovi. Mi stringi la mano.)

Cosi' finisce un libro ed un film. Con la certezza che questa volta l'amore della vita di lui non morira'. La ragione e' salva.

 

 

 

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